Le 10 architetture instagrammabili di Porta Venezia che forse non conoscevi

Oggi vi portiamo alla scoperta di Porta Venezia a Milano, una delle più belle porte della città a due passi dalla nostra sede. È la zona in cui è nata la nostra azienda, in cui abbiamo aperto il nostro primo flagship store nel 2017 e in cui tutt’ora bazzichiamo tra pause pranzo e corse verso la metro e il passante ferroviario.

Oggi vi portiamo alla scoperta di Porta Venezia a Milano, una delle più belle porte della città a due passi dalla nostra sede. È la zona in cui è nata la nostra azienda, in cui abbiamo aperto il nostro primo flagship store nel 2017 e in cui tutt’ora bazzichiamo tra pause pranzo e corse verso la metro e il passante ferroviario.

Inserito negli ultimi mesi da Time Out tra i quaranta quartieri più cool del mondo, ricercato per vari shooting fotografici per la sua innata bellezza, Porta Venezia si colloca esattamente tra la lunga arteria dello shopping di Corso Buenos Aires e il centro storico di Milano. Suggestiva e vibrante per le orde di persone che ogni giorno l’attraversano, ricca di storia, arte e architettura ma anche di ristoranti gourmet e locali più effervescenti, è una zona unica di Milano che si apprezza appieno solo conoscendone le particolarità che racchiude.

Che ne dite di un piccolo itinerario dove scattare foto architettoniche super instagrammabili mentre vi concedete qualche acquisto? 

Albergo Diurno Venezia

Partiamo da una delle meraviglie meno conosciute: in Piazza Oberdan, nascosto sottoterra, si trova l’Albergo Diurno Venezia, uno dei bagni diurni più eleganti e meglio conservati d’Europa, gioiello dell’eleganza anni Venti progettato da Piero Portaluppi, uno dei più grandi architetti milanesi del Novecento. 

Inaugurato nel 1926 e nato per rispondere ai bisogni quotidiani di una città in pieno sviluppo, la “Grande Milano”, ad oggi preserva ancora intatti gli arredi, i rivestimenti e le decorazioni che caratterizzavano questo splendido centro servizi per viaggiatori e cittadini. Considerato attualmente una sorta di Pompei degli anni Venti, conserva quel decadente splendore destinato ad affascinare chiunque abbia l’occasione di visitarlo nelle periodiche aperture curate dalla Delegazione FAI. Visitate il sito per non perdere l’opportunità di ammirarlo! 

Villa Belgiojoso Bonaparte

Prendetevi un po’ di tempo per dirigervi verso il centro e visitare la Villa Reale Belgiojoso Bonaparte e il magnifico giardino all’inglese che nasconde. Affacciata sui giardini Indro Montanelli, la villa ospita la Galleria di Arte Moderna (GAM), che racchiude al suo interno la più grande collezione lombarda di opere ottocentesche, ed è adiacente al Padiglione di Arte Contemporanea (PAC), famoso per accogliere mostre artistiche temporanee, lezioni, visite ed esibizioni che riguardano musica e cinema.

La particolarità del complesso è proprio il giardino che, progettato da Pollack, allievo del Piermarini, si snoda con i suoi sentieri sinuosi e botanici intorno a un bellissimo laghetto, dando vita a uno spazio dedicato unicamente ai bambini e ai soli adulti che li accompagnano. Non sapete resistere? Chiedete il permesso!

Palazzo della Società Buonarroti – Carpaccio – Giotto

Tornando indietro e attraversando i giardini Indro Montanelli – sapevate che un tempo ospitavano lo zoo cittadino? – non potete non notare lungo corso Venezia il meraviglioso palazzo della Società Buonarroti – Carpaccio – Giotto, immediatamente riconoscibile per la sua caratterizzazione architettonica derivante dal grande arco di passaggio che immette in via Tommaso Salvini. Progettato anch’esso da Piero Portaluppi negli anni Venti, l’edificio è il risultato di una grande operazione edilizia per la costruzione del quartiere “Excelsior” attorno a piazza Duse, avvenuta sulle aree verdi del soppresso convento dei Cappuccini e si distingue per i molteplici elementi decorativi che ne enfatizzano la composizione classica. Elegante e iconico vi farà innamorare.

Palazzo e Torre Rasini

A poca distanza, invece, sorgono il palazzo e la torre Rasini, frutto della progettazione di Emilio Lancia e Gio Ponti circa un decennio più tardi. Nonostante siano molto diverse tra loro per materiali e colori le due strutture mantengono uno stretto dialogo armonico: infatti, se il corpo più basso, interamente rivestito di preziose lastre di marmo bianco, si confronta con il tessuto cittadino circostante e la realtà del palazzo urbano, la torre si staglia invece con il suo rivestimento in mattoni rossi contro il verde dei giardini adiacenti verso i quali digrada con terrazze e affacci, ergendosi a simbolo del quartiere e punto di riferimento nello skyline. Impossibile non immortalarla.

Palazzo Luraschi

Imboccando corso Buenos Aires, rinomato viale dello shopping meneghino, invece, non possiamo non rimanere affascinati da Palazzo Luraschi, proprio al civico 1 della strada. Costruito a fine Ottocento sul perimetro di quello che un tempo era l’antico Lazzaretto di Milano, uno dei luoghi più centrali de “I promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, l’edificio colpisce immediatamente per il suo spettacolare ingresso e il magnifico cortile interno dove numerose arcate, appoggiate a colonne classiche e decorate con dodici sculture richiamanti l’opera di Manzoni, incorniciano un piccolo pozzo centrale e il verde circostante. Sapevate che l’architetto Luraschi, nonché proprietario e amministratore del cinquecentesco Lazzaretto dell’Ospedale Maggiore, riuscì a salvare dalla struttura storica alcune colonne oggi integrate all’interno del palazzo? La foto è praticamente obbligatoria!

Piscina Cozzi

Proseguendo per il corso, non possiamo non citare la Piscina Cozzi, costruita all’inizio degli anni Trenta dall’Ingegner Secchi affacciato su viale Tunisia.  Considerata un vero gioiello architettonico per l’epoca della sua realizzazione e un vero esempio di tecnologia e avanguardia, la piscina era una delle prime vasche olimpiche coperte d’Europa, racchiusa in un chiaro esempio di architettura monumentale enfatizzata dalle sue linee simmetriche e i suoi volumi puri. 

Residenze in via San Gregorio

L’ultimo edificio per gli appassionati in materia del nostro piccolo itinerario è la casa di Vico Magistretti in via San Gregorio. Costruito sul finire degli anni Cinquanta, inserendosi in un’area edificata tra il 1882 e il 1890 a seguito della demolizione dell’antico Lazzaretto di origine quattrocentesca, l’edificio si distingue per le originali soluzioni architettoniche adottate rispetto alla produzione edilizia dell’epoca. Il linguaggio moderno utilizzato, che potrebbe inizialmente lasciare perplessi osservando lo stile ottocentesco circostante, è in realtà fortemente legato alla tradizione lombarda, basti pensare alle finestre “alla milanese”, lunghe e strette, o il rivestimento in graniglia color vinaccia utilizzato, chiaro rimando alla consistenza materica del laterizio del Lazzaretto.

Ci sarebbe ancora molto da raccontare sulle particolarità architettoniche di questa zona, che ne dite se aspettando un secondo capitolo non vi fermate nel mentre a mangiare qualcosa e a bere un caffè al panificio pasticceria Bottarelli? Per noi è un must!

Raccontateci qual è la vostra zona di Milano preferita o il quartiere della vostra città che portate nel cuore e che vorreste scoprire!

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