L’incontro tra arte e bellezza: Frida Kahlo

L'incontro tra arte e bellezza Frida Kahlo

Il binomio arte e bellezza è un tema ricorrente da sempre. Spesso dato per scontato come mero dato di fatto dal quale non è possibile dissociarsi, occorre oggi ripensarlo in termini più soggettivi e come possibile fulcro di un pensiero più introspettivo.

Il binomio arte e bellezza è un tema ricorrente da sempre. Spesso dato per scontato come mero dato di fatto dal quale non è possibile dissociarsi, occorre oggi ripensarlo in termini più soggettivi e come possibile fulcro di un pensiero più introspettivo.

A questo binomio è facile accostare una grande protagonista femminile del secolo scorso capace di combinare il suo estro artistico con una bellezza sicuramente non convenzionale.  

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Frida Kahlo!

“La bellezza è un gioco di percezioni” – Frida Kahlo

Artista messicana iconica e immediatamente riconoscibile per le sue folte sopracciglia mascoline, è esplosa in un climax progressivo a partire dagli anni Novanta, nonostante fosse una donna di inizio secolo, creando un vero e proprio fenomeno.

Considerata oggi emblema del movimento body positive, fiera della propria originalità e non incline a piegarsi all’omologazione imposta dalla società, Frida Kahlo potrebbe essere considerata una precorritrice dei moderni selfie dati i numerosi autoritratti in cui si esplorava esteriormente e interiormente.

Infatti, con la sua forte carica femminile e sensuale, enfatizzata da un carattere tenace, scudo di una grande sofferenza che sprigionava nei suoi dipinti, Frida Kahlo ha raccontato nelle proprie opere la sua vita difficile, segnata da una malattia che la portò a morire prematuramente, da un amore tormentato e dalla terribile esperienza di un aborto, rivelando il rapporto, in un certo qual modo ossessivo, che aveva con il suo corpo martoriato e dando vita a una visione della silhouette femminile non più distorta, come spesso accade, dallo sguardo maschile ma da donna a donna, o meglio da se stessa a se stessa. 

Dipingo me stessa perché passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio”, così raccontava a chi chiedeva della sua produzione artistica mentre cercava di rientrare in possesso del suo corpo provato, inventandone ogni volta una versione inedita ma sempre fedele a se stessa e alla sua immagine, imprecisa, imperfetta, incapace di convivere con la mole di sentimenti turbolenti e contrastanti che le appartenevano.

“Non sono malata. Sono rotta. Ma sono felice, fintanto che potrò dipingere” – Frida Kahlo

Forse proprio per questo è stata capace di raccontare così bene la figura femminile, mettendola al centro della scena, delegando ai colori vibranti il compito di suggerire i dolori e le delusioni della sua vita, facendo percepire a ogni spettatore il suo turbamento d’animo, quasi celato dietro agli apparenti occhi calmi pronti nel nostro immaginario a soffocare le lacrime. 

La bellezza di Frida, di questa figura diventata simbolo di vitalità e resistenza per tutte le donne nonché del femminismo moderno, è proprio la sua forza, il suo essere anticonformista e il saper abbracciare la vita che le è toccata nonostante la solitudine, i tormenti e le sfortune. 

Un grande insegnamento che dovremmo sempre portarci dentro, demandando alla semplice quanto complessa parola “bellezza” la nostra interiorità e fragilità che forse non saranno arte ma saranno sempre uniche, come Frida Kahlo.

Voi conoscevate questa protagonista femminile? Qual è la vostra idea di bellezza e di arte?

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